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L’ORIENTAMENTO
Un
osservatore che si trovi in mare aperto e che voglia stabilire sull’orizzonte
la direzione di un oggetto, ha bisogno di disporre di una direzione fondamentale rispetto alla quale riferirsi per individuare
la direzione dell’oggetto prescelto o di qualsiasi altro.
La
direzione fondamentale di riferimento è la direzione Nord-Sud o linea
meridiana. Essa è definita in ogni punto della superficie terrestre
dall’intersezione del piano dell’orizzonte razionale dell’osservatore con
il verticale Nord ed il verticale Sud, cioè i due semipiani che contengono gli
omonimi Poli geografici (e che nel loro insieme altro non sono che il piano del
meridiano dell’osservatore).
Un’altra
direzione fondamentale di riferimento è la direzione Est- Ovest, individuata
dall’intersezione del piano dell’orizzonte razionale dell’osservatore con
due verticali, perpendicolari al piano del meridiano e chiamati Verticale
Est e Verticale Ovest. Verticale Est è quello che si trova a destra
dell’Osservatore che guardi il Nord, verticale Ovest quello opposto.
Da
quanto sopra si può concludere che per un osservatore la direzione fondamentale
Nord Sud è quella indicata dal suo meridiano sull’orizzonte razionale, e che
quella Est Ovest è perpendicolare a questa. Queste due stabiliscono
sull’orizzonte di un osservatore la direzione di quattro punti fondamentali di
riferimento che detti Punti
Cardinali (Nord-Sud-Est-Ovest) e che lo dividono in quattro quadrati:
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Primo quadrante -
compreso tra il Nord e l’Est;
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Secondo quadrante -
compreso tra l’Est e il Sud;
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Terzo quadrante – compreso tra il Sud e l’Ovest;
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Quarto quadrante – compreso tra l’Ovest e il Nord.
LA
ROSA DEI VENTI
E’ la rappresentazione grafica dell’orizzonte razionale suddiviso nelle
direzioni fondamentali di riferimento. Nella rosa dei venti
la graduazione è divisa in punti cardinali, intercardinali, quarte e quartine.
Questa
suddivisione è specialmente usata per indicare la direzione di provenienza dei
venti. Le direzioni N, E, S, W sono, come già detto le direzioni dei quattro
punti cardinali.
I
venti provenienti da queste direzioni prendono il nome rispettivamente di Tramontana,
Levante, Ostro o Mezzoggiorno, Ponente. Le
quattro direzioni intermedie ai punti cardinali, cioè a 45° da ognuno di
questi, prendono il nome di punti intercardinali
e si indicano unendo i nomi dei punti cardinali vicini. Si avrà così nel primo
quadrante il punto intercardinale Nord Est, nel secondo Sud Est, nel terzo Sud
Ovest, nel quarto Nord Ovest.
I
venti che aspirano dai punti intercardinali sono:
Greco o Grecale da Nord Est, Scirocco
da Sud Est, Libeccio da Sud Ovest e Maestro
o Maestrale da Nord Ovest.
Le
suddette otto direzioni sono quelle degli otto venti principali.
Le
direzioni intermedie a queste sono quelle dei mezzi venti (ogni 22°,5) i cui
nomi si ottengono accoppiando i nomi del punto cardinale e del punto
intercardinale più vicini, e cioè: N-NE, E-NE, E-SE, S-SE, S-SW, W-SW, W-NW, N-NW.
Dividendo
in due parti un mezzo vento si ottengono due quarte o rombi, ognuna di
11°,3. Le quarte suddivise a loro volta in quattro parti, danno luogo alle quartine
di 2°,8.
Le
moderne bussole magnetiche impiegano, ormai da tempo, rose con graduazione
circolare da 0° a 360°, ma non è difficile trovare riportata anche la vecchia
suddivisione, testimonianza di una consolidata tradizione marinara.
LA
BUSSOLA MAGNETICA
La
bussola si compone in generale di uno o più aghi magnetici (equipaggio
magnetico) adattati inferiormente e solidali con una rosa dei venti graduata.
Questo complesso poggia in equilibrio sopra un perno, che permette agli aghi e
quindi alla rosa di orientarsi. Il tutto è sistemato in una cassa mortaio
trasportabile e fissabile alla nave.
Chiamasi
bussola normale una bussola sistemata in un sito appositamente scelto,
generalmente con orizzonte libero e dove meno
si risento gli effetti dei ferri di bordo. Le indicazioni della bussola
normale sono le più esatte e servono di norma per la navigazione e per
controllare le altre bussole di bordo. Alla bussola normale sono uniti glli
accessori che servono per misurare i rilevamenti.
Chiamasi
bussola di rotta quella sistemata presso la ruota del timone.
Le
bussole magnetiche possono essere a liquido
o a secco. Quelle usate attualmente sono a liquido per questo hanno così
il vantaggio di essere più sensibili ai cambiamenti di direzione della nave in quanto la rosa, pur avendo un
equipaggio magnetico più potente e quindi più pesante, ha minor
attrito sulla punta di sospensione. Il liquido è una miscela in
congelabile di acqua e alcool al 15 / 20%.
LA
GIROBUSSOLA
Oltre
alla bussola magnetica , sulle navi moderne di un certo tonnellaggio,
si impiega un tipo di bussola detta
giroscopio o girobussola E’ uno strumento molto complesso che
funziona elettricamente, il cui elemento sensibile è costituito da un
giroscopio cioè da un disco metallico in rapidissima rotazione intorno al suo
asse: per effetto della rotazione terrestre l’asse di rotazione si orienta per
il Nord vero e quindi materializza la direzione del meridiano geografico.
La
girobussola viene utilizzata per i seguenti
tre vantaggi:
a)
La forza direttiva dell’elemento sensibile è anche 150 volte maggiore
di quella dell’ago magnetico;
b)
Sulla girobussola si leggono prore vere e rilevamenti veri; non
vi è quindi bisogno alcuno di correzione, le indicazioni date possono essere
senz’altro riportate sulla carta, con notevole economia di tempo e maggiore
praticità:
c)
Possibilità di portare l’indicazione della rotta nei vari punti della
nave (timoneria, ali di plancia, stazioni di governo di riserva ecc.)
Infatti,
a bordo esiste una sola girobussola vera e propria detta girobussola madre,
situata in un locale apposito, protetto, sottocoperta al centro della nave: da
essa, mediante circuiti elettrici, l’indicazione della rotta viene inviata
alle ripetitrici situate nei vari punti della nave. In plancia, davanti alla
ruota del timone, ed accanto alla bussola magnetica, è sistemata una
ripetitrice della girobussola che serve appunto per il governo.
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