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LA
ROTTA E LA PRORA
Avendo
più volte parlato di rotta, occorre adesso approfondirne il concetto.
I
percorsi di una nave in movimento vengono definiti rotte, e devono intendersi
riferiti alla parte solida della terra, cioè misurati rispetto al fondo del
mare. Quando noi orientiamo la nave sul punto di arrivo per guidarla sul cammino
prescelto, utilizziamo la bussola che non ci fornisce l’angolo compreso fra la
direzione fondamentale di riferimento e la rotta (Rv) bensì ci fornisce
l’angolo compreso fra la direzione fondamentale di riferimento e la direzione
dell’asse longitudinale della nave (angolo di Pv) che è l’angolo
riferito al moto della nave rispetto alla
superficie del mare. Purtroppo questi due angoli coincideranno quasi mai, anche
se molto spesso non facciamo alcuna distinzione fra i due.
I
principali errori derivanti nella determinazione di un punto stimato sono:
1)
lo spostamento dell’unità dovuto all’azione del vento (scarroccio);
2)
lo spostamento dell’unità dovuto alla corrente (deriva):
3)
errori di governo, presenti anche in ottime condizioni meteomarine;
SCARROCCIO
Pertanto il timoniere per poter mantenere
la rotta prestabilita, dovrà orientare la prora a sinistra
di tanti gradi pari all’angolo di scarroccio al fine di compensare
l’effetto del vento sulla nave.
DERIVA

Nello
studio della navigazione stimata sono emerse alcune cause che non sempre
consento una esatta determinazione del punto nave stimato. Tuttavia con questo
metodo di navigazione deve sempre essere tenuto presentre perché in particolare
condizioni può essere l’unico a disposizione.
Inoltre non bisogna dimenticare che gli elementi stimati nella posizione sono
indispensabili per la risoluzione di più complessi problemi di navigazione,
pertanto si può concludere dicendo che la navigazione stimata costituisce un
sistema insufficiente ma insostituibile di condotta della navigazione.
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