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RICERCA
E SOCCORSO IN MARE
Il D.P.R. 28.09.1994
NR. 662, introduce
sostanziali
innovazioni nel campo
dell’organizzazione
e del coordinamento
delle attività di
ricerca e salvataggio
in mare in ambito
ambito nazionale. Con
tale provvedimento il
soccorso in mare esce
dalla dimensione di
attività da attuarsi
con i mezzi
disponibili al momento
per entrare in una
fase di attività
altamente
professionale, con i
mezzi appositamente
allestiti ed equipaggi
particolarmente
addestrati.
Il Regolamento
provvede a delineare
un nuovo e più
funzionale assetto
organizzativo del
settore, stabilendo le
rispettive funzioni
delle strutture
interessate ed, in
particolare, affidando
al Comando Generale
delle Capitanerie di
Porto il compito di
assicurare l’organizzazione
efficiente dei servizi
di ricerca e
salvataggio nell’ambito
dell’intera regione
di interesse sul mare,
che si estende ben
oltre i confini delle
acque territoriali.
Il Comando Generale,
infatti, assume le
funzioni di I.M.R.C.C.
(Italian Maritime
Rescue Coordination
Center), ovvero Centro
Nazionale di
Coordinamento del
Soccorso Marittimo,
questo ultimo inteso
come complesso delle
attività finalizzate
alla ricerca ed al
salvataggio della vita
umana in mare,
mediante l’impiego
della componente
aereonavale del Corpo
delle Capitanerie di
Porto, con l’eventuale
ausilio di altre
unità di soccorso
militari e civili.
Gli M.R.S.C.
assicurano il
coordinamento delle
operazioni marittime
di ricerca e di
salvataggio, secondo
le direttive
specifiche e le
deleghe del Centro
Nazionale (I.M.R.C.C.)
nel proprio settore.
I Comandi di Porto
(Capitanerie di Porto,
Uffici Circondariali
Marittimi, Uffici
Locali Marittimi e
Delegazioni di
Spiaggia) vengono
individuati come
Unità Costiere di
Guardia (U.C.G.).
Queste ultime
dispongono l’intervento
dei mezzi di soccorso
dislocati nella
propria giurisdizione
e ne mantengono il
controllo operativo,
salvo che l’I.M.R.C.C.
disponga diversamente.
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