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i
Cicli
di Manutenzione
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Bruciatura
o discatura, al fine di riportare il legno nuovamente a
nudo o con pochissime tracce di vecchie pitture;
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Aprire
i comenti tra corso e corso di fasciame e le teste delle
tavole, comprese anche quelle sulla ruota e sullo
specchio di poppa;
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Passare
carta vetrata 50-80 piegata in due, fra i corsi del
fasciame, per rendere gli stessi ben puliti;
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Se
necessario si “rinterzerà” dove la tavole suonano
fesse con qualche vite a tirare e se possibile dalla
parte interna, che allora andrà a “toccare”.;
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Inserire
la cotonina (o canapa) nel comento e fare un buon
calafataggio, raddoppiando o triplicando, nei punti più
larghi, lo spessore della cotonina e riducendolo nei
punti più stretti. Fare in maniera che il calafataggio
resti qualche millimetro al di sotto della superficie
delle tavole. Applicare sopra il calafataggio due o tre
passate di resina, avendo cura che la cotonina si
impregni totalmente. In questa maniera va a chiudere
tutte le vie di accesso del calafataggio, crea una
giunzione tra tavola e tavola molto buona e duratura nel
tempo. Si avrà la cura di cacciare la cotonina almeno
un paio di millimetri sotto il piano delle tavole e poi
ricoprirla con stucco strutturale additivato con
microfibre naturali. Il giorno dopo, con la
carteggiatura, potremo ammirare una perfetta continuità
strutturale delle tavole e una nuova integrità del
fasciame. Preparare lo stucco e riempire il comento dove
è stata messa la cotonina. Preparare delle stecche a
leggera forma tronco conica che vogliamo rinvergare
negli spazi tra tavola e tavola del fasciame, senza
preoccuparci molto se per coprire un solo comento nella
sua lunghezza, saranno necessari più pezzi. Nel comento
mettere ancora lo stucco additivato con microfibre
naturali e mettere in opera la verga di legno preparata,
forzandola leggermente dentro l’apertura in modo che
riesca a combaciare le tavole insieme allo stucco fatto
con le microfibre naturali. Procedere così per tutti i
comenti. Per le parti rotonde il calafataggio è
importante effettuarlo con la cotonina e si procede come
indicato sopra al calafataggio. Il giorno dopo, togliere
l’eccedenza della rinvergatura con lo scalpello e con
l’orbitale o il carroarmato carteggiare il lavoro sia
sulla rinvergatura che sul calafataggio, si avrà la
piacevole sorpresa di vedere una continuità di fasciame
e una integrità prima sconosciuta.
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Carteggiare
e levigare perfettamente tutta la superficie;
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Applicare
sulle restanti imperfezioni, teste, ecc. una mano di
stucco epossidico;
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Carteggiare
e pareggiare;
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Dare
una mano di primer prima dell’antivegetativo; è la
risposta precisa perché non ha solo caratteristiche
aggrappanti sull’epossidico ma forma un’unione
solidale con lo stesso;
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Passare
due mani di antivegetativo.
… e buona navigazione!!!
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