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Imbarcazioni
a Fasciame
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Questo tipo di
imbarcazione, che rappresenta la lavorazione più
tradizionale, la stuccatura e il calafataggio sono operazioni
che si devono fare periodicamente. La resina epossidica se
usata adeguatamente riduce la ripetizione della manutenzione e
“allunga” la navigazione.
Vogliamo risolvere i problemi
delle aperture del fasciame in massello, comprese le giunture
sulla ruota di prua, di poppa e della relativa vitagione e
chiodagione, che fissano il fasciame sull’ossatura e vediamo
anche perché il legno si è ritirato e i corsi del fasciame
messi in opera dai maestri d’ascia che “baciavano” così
bene, ora si presentano aperti.
L’azione dell’umidità
penetra attraverso il film della vernice protettiva, che per
quanto compatta, presenta dei micro-pori, attraverso i quali
avviene, per variazione della temperatura, un continuo
assorbimento e rilascio di umidità: l’umidità che prima
era entrata e aveva imbevuto la grana del legno, uscendo porta
con sé microscopiche quantità di zuccheri, amidi e lignina,
che formano la struttura del legno.
Questo continuo
andirivieni asporta dal legno insieme a sostanze importanti,
anche una parte del suo volume, per cui la restante parte
della tavola, tende a ridursi e di conseguenza a mostrare il
comento. Pari discorso vale anche per le barche cafalatate all’origine,
perché dopo alcuni anni , il calafataggio va rifatto e deve
essere di maggiore consistenza, per riprendere quei maggiori
”laschi” che si sono creati.
Quanto sopra è molto
sintetico, ma aiuta a comprendere perché dobbiamo essere
sicuri del lavoro che facciamo. Per la chiodagione e la
viatagione , si procederà come abbiamo visto prima
relativamente alla carena; per il resto del fasciame (opera
morta, tuga ecc.) si procederà nella forma indicata nel
paragrafo successivo.
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