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LA
DISCIPLINA DELLA NAVIGAZIONE DA DIPORTO
La
navigazione da diporto nell’ultimo ventennio ha avuto un
particolare sviluppo nel campo nazionale e internazionale
richiamando più volte l’attenzione del legislatore per l’aggiornamento
della legge istitutiva, attraverso numerose disposizioni legislative
e regolamentari. Ciò è dovuto all’evoluzione che sta avendo il
turismo nautico nel nostro paese, posto al centro del mediterraneo,
con le sue splendide isole bellezze naturali, attrazioni sempre più
apprezzate dal diportista. "Visitate l’Italia del mare"
è il messaggio pubblicitario degli operatori del turismo.
La
materia è stata regolamentata per una prima volta con la Legge 11
febbraio 1971 n. 50, ma successivamente numerose sono state le le
modifiche legislative per essere adattata alle direttive
comunitarie, all’evoluzione del mondo della nautica e delle
attività economiche legate al settore sportivo, turistico e
ricreativo.
La
legge tuttavia disciplina solo l’aspetto giuridico delle unità da
diporto, ma la barca per poter navigare deve essere riconosciuta
idonea alla navigazione. Il complesso degli accertamenti tecnici e
di idoneità sono noti come "sicurezza della navigazione";
essi comprendono lo scafo , i macchinari principale e ausiliari, i
mezzi di governo, le apparecchiature elettriche e di
radiocomunicazione, la sistemazione delle bussole e dei mezzi di
salvataggio, i fanali di navigazione, la sicurezza antincendio, i
locali destinati alle persone e la loro sistemazione a bordo ed
infine i mezzi di salvataggio e le dotazione di sicurezza. A
disciplinare la materia provvede il Regolamento di sicurezza per la
navigazione da diporto di cui l’ultima edizione è stato approvato
con D.M. 05 ottobre 1999 n. 478 ed è entrato in vigore il 1°
gennaio 2000. |